NEWS (Giugno 2018)

28-06-2018

Mercati in balìa della politica

08-06-2018

In questi ultimi trenta giorni di contrattazioni abbiamo assistito a movimenti bruschi su tutti i mercati finanziari. E’ come se l’umore degli investitori fosse in sintonia con il nostro tempo meteorologico che passa in una sola giornata da soleggiato a forti temporali. In maggio la politica ha giocato un ruolo cruciale nell’influenzare l’andamento dei rendimenti obbligazionari, dei cambi e delle azioni. In Italia, per esempio, è tornata l’ombra minacciosa dello spread. Il differenziale del rendimento tra i bond decennali italiano e tedesco è raddoppiato in pochi giorni superando i 300 punti. La mancata creazione del governo e la crisi istituzionale che ne è seguita hanno scatenato massicce vendite sulle obbligazioni governative e sulla borsa. L’indice FtseMib che fino a fine aprile risultava il top performer a livello europeo, ha bruciato in pochi giorni quasi tutta la plusvalenza. Sul Vecchio Continente abbiamo anche assistito al cambio di governo in Spagna e come se si buttasse benzina sul fuoco, l’effetto dirompente si è visto anche sui cambi. L’Euro nel mese si è deprezzato praticamente contro tutte le valute, perdendo in maggio rispettivamente il 2.5% contro dollaro e il 3.59% contro il Franco. Altra piazza che ha subìto le indecisioni politiche è stata quella brasiliana. Lo sciopero dei camionisti ed il tergiversare del governo hanno portato ad un estenuante braccio di ferro che, anche in questo caso, ha generato massicce vendite sul fronte azionario. L’indice Bovespa, primo performer a livello mondiale fino al 16 maggio con un +13.27% sull’anno, ha perso praticamente tutto chiudendo al 30 maggio a +0.46%. In Turchia, il temuto interventismo di Erdogan sulle decisioni della banca centrale ha accelerato il tracollo della Lira che contro Euro al 23 maggio ha toccato i -25%. La banca centrale ha dovuto aumentare drasticamente i saggi d’interesse, cosa che ha permesso alla Lira di recuperare un po’ fino a fine mese fissandosi a -16.25%. Il quadro però rimane a tinte fosche perché le agenzie di rating hanno messo sotto revisione negativa sia il debito sovrano turco, sia quello delle principali banche turche. A casa nostra purtroppo anche lo SMI ha perso, segnando nel mese – 4.83%. In contro tendenza possiamo trovare i mercati statunitensi: i proclami dell’amministrazione sui dazi commerciali ed i tiramolla sugli incontri ad alto livello internazionale, pensiamo a quello fra Trump e Putin e fra Trump ed il leader nordcoreano, non hanno intaccato il buon umore degli investitori. Infatti gli USA hanno un’ottima tenuta dell’economia con la disoccupazione ai minimi da diversi anni. Così gli indici S&P500 e Nasdaq hanno chiuso il mese con ulteriori plusvalenze. Giugno è appena iniziato con segnali di ripresa incoraggianti, avremo comunque occasione di testarne la tenuta.

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 08.06.18

NEWS (Maggio 2018)

30-05-2018

Un anno di sorprese

04-05-2018

In aprile i mercati, come la natura in Primavera, hanno trovato nuova linfa mettendo a segno performance positive. Su più fronti anche in aprile i colpi di scena non sono mancati: pensiamo ai dazi commerciali imposti dall’amministrazione USA alla Cina, “all’ acuirsi delle tensioni geopolitiche sul caso Siria” e all’incontro storico fra le due Coree. Gli addetti ai lavori parlano anche di soprese finanziarie del 2018. Il Sole 24 Ore fa notare come “la borsa italiana sia la migliore fra quelle europee (ex Russia) e la seconda a livello mondiale dietro a quella brasiliana”. Il clima a Piazza Affari si è rasserenato grazie al ridimensionamento dei crediti rischiosi da parte delle banche. Stupore è giunto anche dal mercato dei cambi: la Sterlina inglese si avvicina ai livelli pre- Brexit ed il nostro Franco ha toccato la “famosa” soglia di 1.20 contro Euro che la BNS aveva abbandonato nel gennaio 2015. Del deprezzamento del Franco e della ripresa globale sincronizzata stanno approfittando le esportazioni ed in particolare il nostro settore orologiero. L’azione del gruppo Swatch ha messo a segno +20% ca. ed è il top performer dello SMI; il concorrente Richemont segue a ruota con una performance del +7% ca. Seguono con performance positive tre titoli del settore assicurativo (Zurigo, Swiss Re e Swiss Life) e la Lafarge Holcim. I restanti 14 titoli dello Swiss Market Index sono in rosso, come lo stesso SMI fanalino di coda dei listini europei. Altra sorpresa l’abbiamo avuta dal prezzo del petrolio. A prescindere dai cinguettii di Trump, “i prezzi del petrolio sono artificialmente molto alti! Non va bene e non saranno accettati!”, il WTI ha raggiunto e superato i 68 dollari al barile, mentre il Brent i 75 USD/b. Per quest’ultimo gli analisti prevedono una forbice di prezzo fra gli 80 ed i 100 USD/b. In Svizzera il prezzo medio della benzina è salito a 1.56 CHF/litro, mentre agli estremi della classifica prezzi, troviamo il Venezuela con 0.01 CHF/l e l’Islanda con 2.10 CHF/l. Altra sorpresa del mese è il rendimento del decennale statunitense che è salito sopra al 3% per la prima volta dal 2014. Il maggiore costo del denaro potrebbe far rallentare la crescita economica o rendere le azioni meno attrattive, ma secondo una recente analisi di UBS, ci vuole del tempo prima che questo possa succedere; inoltre la fiducia dei consumatori è al massimo dal 2000 e altro sostegno alle azioni è dato dai risultati societari che in questi giorni sono stati delle belle sorprese per gli addetti ai lavori, con reazioni molto positive da parte del mercato in particolare sui tecnologici statunitensi. Le perdite sulle strategie di gestione si sono quindi ridimensionate e per esempio un bilanciato in CHF di UBS ha una perdita dell1.8% su base annua. 

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 04.05.18
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