Mercati sostenuti e ben orientati

08-03-2019

Le principali piazze finanziarie hanno messo a segno ulteriori guadagni nel mese di febbraio. Tutti i listini a livello mondiale sono in territorio positivo con plusvalenze nel 2019 che vanno dallo 0.50% della Malaysia al 24.55% della Cina (CSI 300). In Europa abbiamo risultati che variano fra un minimo del 5.15% del FTSE 100 inglese al 12.75% del FTSE MIB italiano. Il nostro SMI è il terzo migliore performer a +11.38% con 19 su 20 componenti in guadagno e performance che si stagliano dal 24.51% della Julius Baer al -1.62% di Swisscom. Interessante notare come il rally invernale partito dal 27.12.18 non abbia ancora permesso alla maggior parte degli indici di raggiungere i massimi di fine settembre 2018. Solo lo Swiss market Index vi è riuscito, tanto che ora, a livello tecnico, si trova con un rapporto prezzo-rendimento a 12 mesi superiore alla media dei 10 e 20 anni. Per UBS lo SMI è “caro”, “sopravvalutato” e le aspettative di crescita sugli utili sono troppo alte (+12%). Di conseguenza UBS consiglia una sottoponderazione del mercato azionario svizzero. Per gli investimenti in azioni appaiono più interessanti i paesi emergenti ed il Canada, mentre per USA ed Europa le ponderazioni sono neutrali con dei distinguo a livello settoriale (riduzione dei ciclici ed incremento dei titoli energetici e tecnologici). Gli esperti sono cautamente ottimisti grazie in particolare alla politica del Federal Reserve. Il suo presidente, Jerome Powell, ha ribadito che “l'economia statunitense è in buona salute e che viste le incertezze a livello globale, la Banca resterà paziente sulla politica dei tassi”. Sul fronte macroeconomico, buoni segnali li abbiamo avuti dalla Cina. L’indice Pmi manifatturiero Caixin che, pur rimanendo in territorio di contrazione sotto i 50 punti, è salito a 49,9 punti a febbraio dai 48,3 di gennaio, sui massimi da tre mesi. Da notare anche che dal Congresso nazionale cinese del Popolo probabilmente vi saranno ulteriori input per stimoli fiscali fra cui il taglio alle tasse societarie e all’IVA, i sussidi per l’acquisto di auto. Queste politiche dovrebbero permettere un miglioramento dei risultati societari e di riflesso incentivare l’investimento in Borsa. Oltre alle azioni, anche il petrolio, il mercato obbligazionario e l’oro hanno brillato in questi due mesi. Il prezzo dell’oro è stato in parte sostenuto dai massicci acquisti delle banche centrali. Queste, nel 2018, hanno comperato ben 651.5 tonnellate di metallo prezioso, il 75% in più rispetto al 2017 e il massimo da 47 anni a questa parte. Il prezzo dell’oro è previsto in rialzo a quota 1350 USD/oz e rappresenta sempre un bene rifugio nel caso di volatilità dei mercati. Per i prossimi mesi gli analisti mantengono una sovraponderazione della quota azionaria rispetto alle obbligazioni, consigliano sempre la protezione dei portafogli via opzioni e diversificazione.  

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 08.03.19

Efficienza dei mercati e scimmie

08-02-2019

Il 2018 dei mercati finanziari è terminato con una pesante flessione in dicembre il cui punto di minimo si è toccato il 24/12/18. Le statistiche ed il mantra di borsa del “rally di Natale” sono stati quindi sconfessati. Fra le 19 classi d’investimento principali solamente due classi, i titoli di Stato di USA e dell’eurozona hanno chiuso l’anno in territorio positivo. I listini azionari hanno segnato variazioni che vanno dal -1.04% del Nasdaq 100 al -16.63% dell’MSCI Emerging Markets. Il nostro SMI è sceso del 10.15%, mentre, in netta controtendenza,   abbiamo l’azionario di Russia e Brasile con performance positive a due cifre. Dal canto loro, le gestioni professionali delle banche hanno perso in media l’8,5% sulle strategie bilanciate in CHF. Vista la delusione degli investitori per le performance negative, alcuni critici hanno “rilanciato” la teoria di Malkiel della “passeggiata casuale” (Random Walk, 1973). Questa teoria prende spunto dall’ipotesi di efficienza del mercato di Sharp, secondo cui “i prezzi che si formano sul mercato riflettono completamente ed istantaneamente tutte le informazioni disponibili e rilevanti in modo tale che le possibilità di extra profitti siano eliminate”. Secondo Malkiel, poiché le notizie si alternano in modo irregolare, ne consegue che anche i prezzi “descrivono una successione di dati del tutto irregolari e indipendenti l’uno dall’altro, cioè casuale”. Malkiel nega quindi la validità dei dati storici, delle tendenze. Egli afferma che “una scimmia con gli occhi bendati che lancia freccette su una lista di titoli azionari è capace di creare un portafoglio performante come quello creato da un esperto”. L’immagine è suggestiva, tanto che nel 1988 il Wall Street Journal testò la teoria. Su cento gare di scelte casuali con le freccette (tirate da giornalisti non da scimmie) e di scelte di gestori professionisti, in 61 casi gli esperti vinsero contro 39 dei giornalisti lanciatori di dardi. Dalle prove risultò anche che gli esperti avevano battuto il mercato di riferimento (il benchmark) solo nel 51% dei casi. L’economista Malkiel, oggi 87enne, ha recentemente ribadito che acquistare titoli indicizzati (ETF) è più redditizio della gestione attiva. Chi ha le competenze ed il tempo per gestire i propri soldi sarà forse d’accordo con l’economista, gli altri, lo sappiamo, si affidano invece normalmente agli esperti. Ma questi ultimi cosa pensano del 2019? L’anno è iniziato con guadagni sostanziali su più fronti, in particolare sull’azionario. Le ragioni del rialzo sono da collegare alla ripresa delle trattative commerciali fra USA/Cina e alle dichiarazioni più accomodanti delle Federal reserve sui futuri aumenti di tassi. Le scimmie, scherziamo! i gestori raccomandano di mantenere una diversificazione ed una protezione degli assets perché il rallentamento economico è diventato realtà nel 2019.

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 08.02.19

NEWS (Gennaio 2019)

31-01-2019
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