Le tensioni commerciali pesano sui mercati

07-06-2019

Il periodo tra maggio ed ottobre, lo sappiamo, è statisticamente poco propizio per le borse. Il mese appena trascorso ce l’ha confermato. Dai massimi raggiunti a fine aprile, tutti gli indici principali di borsa hanno subìto delle correzioni importanti. Le performance dei listini rimangono positive su base annua ma sono ritornate ai livelli di febbraio. Quello che inizialmente sembrava un ribasso “naturale” dai record toccati ad aprile, si è invece rivelato una vera e propria riduzione dei rischi. Lo scossone l’abbiamo avuto nella prima quindicina del mese a causa in particolare del mancato accordo commerciale fra USA e Cina. Abbiamo assistito a delle vendite generalizzate su tutti i listini. Il nostro Swiss Market Index (SMI) ha toccato il suo minimo di maggio a 9363.18 per poi chiudere il mese a 9523.98 (-2.52%). Lo SMI resta comunque il quarto migliore performer a livello globale con un +12.99% su base annua, dietro solo al cinese CSI 300 (+20.56%), al MOEX Russia (+13.01%) e al Nasdaq Comp. (+12.33%). A livello dei componenti dello SMI, segnaliamo che tre società, Swatch, UBS e ABB sono in territorio negativo, mentre il migliore risultato su base annua lo sta registrando Nestlé (+24.75%). In Svizzera, la congiuntura ci ha sorpreso positivamente; i dati sul PIL del primo trimestre pubblicati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) il 28/5/19 ci dicono che “la crescita è stata dello 0.60%, un dato superiore alle prospettive degli esperti e che l’espansione su base annua è pari all’1.7%”. Le ragioni di questa inaspettata crescita sono da ricercare in particolare nell’evoluzione positiva della domanda interna. Anche l’export ha fatto dei passi in avanti in aprile (+2,2% rispetto a 12 mesi prima). Per il prossimo futuro però le previsioni degli analisti sono improntate alla prudenza. La guerra commerciale fra gli USA e la Cina che si è estesa recentemente al Messico e all’India, in mancanza di un accordo fra le parti porterà molto probabilmente ad un rallentamento della crescita globale. Cina e Messico hanno recentemente dichiarato la loro volontà di negoziare con Washington, ma i mercati ora si attendono i fatti e sono passati come detto, ad un complessivo ridimensionamento dei rischi. Stiamo assistendo all’apprezzamento nel mese dei beni rifugio come l’oro (+2.5%) ed il CHF (+2% contro USD ed Euro). Altro indicatore della ricerca di sicurezza è rappresentato dai titoli di Stato come il Treasury statunitense ed il Bund tedesco a dieci anni. Il rendimento del primo è sceso in un mese dal 2.50% al 2.13% mentre quello del secondo è passato da +0.016% a -0.20%. Anche il dieci anni della Confederazione ha visto scendere il rendimento a -0.47%. Quanto invece è collegato alla ciclicità è stato venduto. Nelle ultime quattro settimane il prezzo del petrolio Brent ha perso l’11.5%.

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 07.06.19