I mercati finanziari: una tragedia greca

07-05-2010

La tragedia greca è un genere teatrale nato nell’antica Grecia. Raggiunse la sua forma più significativa nell’Atene del V secolo a.C. grazie ad autori quali Eschilo, Sofocle ed Euripide. Questi, in vari momenti storici, affrontarono i temi più sentiti della loro epoca. La tragedia alla quale noi facciamo riferimento è quella della Grecia, è di attualità finanziaria, non è un genere teatrale (ma  potrebbe diventarlo), non è certo epica, ma può essere letta applicando in parte la struttura teatrale classica con un prologo, tre episodi ed un esodo. Il prologo: a metà gennaio l’UE scopre che Atene ha regolarmente edulcorato i propri conti pubblici. Gli episodi: 1) L’Eurogruppo esprime forti preoccupazioni per il deficit greco, prevedendo pesanti ripercussioni sull’euro. Il governo ellenico propone un piano di risanamento. Secondo i primi sondaggi della Reuters, per gli analisti le probabilità che la Grecia cercherà un salvataggio sono al 20%. La BCE, l’FMI e l’Eurogruppo affermano: “ la Grecia non fallirà e non uscirà dall’Eurozona, questa è un’ipotesi assurda”. 2) In febbraio, Sarkozy e Merkel concordano una linea per difendere la solidità dell’euro. La Grecia è alla prova della piazza: cominciano gli scioperi generali per contestare le misure di austerità del governo Papandreu. Le agenzie di rating declassano le cinque maggiori banche greche i cui titoli sprofondano in borsa. L’euro continua a deprezzarsi ed i mercati sono scioccati dal disavanzo di bilancio greco che nel 2009 ha toccato il 12,7%. 3) Il 27 aprile l’agenzia di rating Standard & Poor’s taglia di tre gradini il voto sulla Grecia portandolo dal tranquillo “BBB+” allo speculativo “BB+”. In sostanza la Grecia viene valutata sul mercato obbligazionario come “spazzatura!”. Le borse crollano bruciando in un solo giorno 160 mia Euro e l’Euro precipita ai minimi da un anno contro USD e YEN. L’esodo: si tratta della parte conclusiva della tragedia. Spesso nell’esodo si fa uso del “deus ex machina”, “un personaggio divino che viene calato sulla scena mediante una macchina teatrale per risolvere la situazione quando l’azione è tale che i personaggi non hanno più vie d’uscita”. Il governo greco si rende conto che non ha risorse sufficienti per ripagare i debiti che matureranno il prossimo 19 maggio. L’UE e l’FMI, i nostri dei ex machina, offrono alla Grecia crediti per 110 mia di Euro su tre anni. Secondo gli analisti, l’intervento dovrebbe poter tranquillizzare i mercati internazionali; per la Grecia invece comincerà un lungo periodo di “dure riforme”, di  “sacrifici”; ci sarà il  taglio drastico degli stipendi pubblici, il congelamento delle pensioni, e l’aumento delle tasse. Che sia il prologo di un’altra tragedia?  

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 07.05.10