Un trimestre da ricordare

05-04-2019

Le Borse globali hanno chiuso il primo trimestre 2019 in modo brillante. La capitalizzazione mondiale è salita di 8 trilioni a 78 trilioni di dollari. L’indice MSCI World è salito ai massimi da 7 anni e l’indice statunitense S&P500 (+13.07%) ha fatto registrare la migliore partenza dal 1998 ed il migliore trimestre dal 2009. Le performance degli indici in Asia si stagliano fra il 28.62% del cinese CSI 300 al -2.78% del KLSE malesiano (fanalino di coda a livello mondiale). In Europa in pole position troviamo il FTSE MIB con + 16.17% seguito dal CAC 40 francese (+13.10%) e dal nostro SMI (+12.44%). A livello delle azioni svizzere dello SMI, LafargeHolcim mette a segno il maggiore guadagno (+21.46%), mentre UBS Group e Swatch sono le uniche ad essere ancora negative (-1.35% e -0.59%).  Gli investitori stanno mettendo sempre più soldi nell’azionario ma anche nell’obbligazionario. L’ottimismo sui negoziati commerciali fra USA e Cina ha portato nuova linfa alle Borse e ha fatto passare in secondo piano i timori legati al rallentamento dell’economia globale. Quest’ultimo rimane comunque un tema d’attualità in quanto per la prima volta dal 2007 vi è stata un’inversione della curva dei tassi statunitensi. Per tutta l’ultima settimana di marzo infatti il Treasury a 3 mesi ha avuto un rendimento superiore al Treasury decennale. L’inversione spesso precede le recessioni. Alcuni osservatori però ritengono che l’inversione premonitrice di recessione sia piuttosto quella fra le scadenze dei 2 e 10 anni che non è ancora avvenuta. Statisticamente, in quest’ultimo caso la recessione si è presentata in media dopo 17 mesi dall’inversione. Vedremo. Altra particolarità del mese di marzo l’abbiamo avuta in Germania che “è tornata a rifinanziarsi a tassi negativi" anche sulla scadenza dei 10 anni. Il rendimento negativo del Bund è dello 0.05%, mentre solo sei mesi fa era positivo allo 0,50%. Nel primo trimestre dell’anno i rendimenti sul reddito fisso si sono ridimensionati (il prezzo dei titoli è quindi salito). La tendenza è andata di pari passo con l’ondata di sottoscrizioni per i fondi obbligazionari innescata dalla decisione delle principali banche centrali, Federal reserve e Banca Centrale Europea in primis, di rivedere in senso espansivo la loro politica monetaria.  Gli addetti ai lavori raccomandano comunque un po’ di cautela: l’indice economico delle sorprese delle prime dieci economie mondiali che segnala come l’economia sta andando rispetto alle attese di mercato, è ancora negativo. Anche il “momentum” sui risultati societari rimane sottotono. Le gestioni patrimoniali professionali si stanno adattando di conseguenza. Nel frattempo la strategia bilanciata di UBS SA in CHF segna un +7% da inizio anno. Ricordiamo che nel 2018 la stessa strategia aveva perso l’8.87% YTD.

Fabrizio Marcon, L'Informatore, 05.04.19